CATACOMBE

    

- L’area delle catacombe di Funaro, a valle della necropoli umbro-romana (prima della distruzione degli anni settanta,

avvenuta tramite l’inutile e barbarica cementificazione edilizia extraurbana), in una fotografia zenitale ripresa il 7 settembre 1943.

- L’area delle catacombe di Funaro, in una carta I.G.M. del 1893 (a sx in alto, la Strada Amerina moderna da poco realizzata su progetto

dell’ingegnere provinciale Giovanni Stocchi, nel 1880 e, a dx in basso, la mancanza della strada per Orte).

 

 

- L’area delle catacombe di Funaro, in una foto zenitale degli anni '80 quando era sormontata dalla piscina comunale.

 

*

 

TRASCRIZIONE DELL’INTERVISTA DEL 16 MARZO 2012

 

Mario Ciuchi                 Considerato interessante l’argomento per la novità che apporta alla storia urbana dell’antica

Ameria … ho rivolto alcune domande all’Arch. Franco Della Rosa in merito al suo studio:

- cosa attribuisce la qualità di Catacombe alle cosi dette Grotti di Funaro?

Franco Della Rosa         Il sistema ipogeo di Funaro oltre a rispondere ai requisiti evidenziati nello studio conserva,

nonostante la radicale ristrutturazione ai fini agricolo-pastorali, nicchie cinerarie più profonde delle altre

che sono sopravvissute e giacigli superstiti che non hanno intralciato il successivo “utilizzo”.

L’aspetto tipico costituito da cunicoli stretti bordati da nicchie laterali sovrapposte tipiche delle catacombe tradizionali

qui occupavano la parte centrale degli odierni camminamenti, ovvero la parte rimossa,

questo giustifica l’ampiezza degli attuali percorsi.

Dallo studio del rilievo plano-altimetrico dell’intero sistema ipogeo che si appresta a far eseguire Stefano Baroncini

(Associazione i Poligonali) potranno concretizzarsi ulteriori certezze sulla trasformazione di queste cavità come avvenuto

nei secoli dopo l’abbandono in tante parti della penisola.

M.C.           Come mai tutti gli storici locali del primo novecento quali il Bolli, il Di Tommaso, il Cansacchi, il Girotti

ed il Rosa non hanno mai evidenziato tale destinazione per le cavità di Funaro?

F.D.R.       Gli storici, comparsi dal novecento in avanti, non hanno mai evidenziato tale realtà perché infervorati dal

glorificare e favoleggiare le origini e la storia locale. Un primo esempio di comportamento corretto e costruttivo

compare con il Di Tommaso (di origini venete) che, pur senza preparazione in materia, per lo meno provvide

alla consultazione di documenti ufficiali e di conseguenza a redigere gli unici scritti meritevoli d’essere letti.

Non a caso nella Introduzione alla Storia-Guida del Gruppo Ricerca Fotografica dell’84, come in quella del ’79,

veniva da me evidenziato il rifiuto degli Storici precedenti prestando “attenzione solo per quelle fonti storiche,

notizie e ricerche che erano attendibili con l’aggiunta di lavori inediti, lasciando da parte quanto di irreale o leggendario,

anche se affascinante” èra stato finora scritto.

Un esempio per tutti è rappresentato dalla individuazione delle Porte Urbane lungo le mura.

L’Arco di Piazza detto anche Porta Cubica è di fatto la Porta Urbana della Città Alta posta lungo il recinto megalitico

più antico evidenziato da me per la prima volta nella Storia-Guida dell’84, va ricordato che il vano laterale

come scritto in altre occasioni era occupato da una fontana, aspetto presente anche nella vicina Assisi.

La Porta Urbana di “Nocicchia”, rivolta ad Est, non poteva essere individuata dagli storici del ‘900 perché nascosta

da secoli e perché venuta palesemente in luce solo dopo il bombardamento del ’44, seppure una strada interna

basolata e in vista orientata verso quel punto ne segnava l’esistenza da tempo. La Porta Urbana di “Ponte Sisti”

invece era in bella vista all’epoca degli Storici del ‘900, tanto che finì coperta solo nel dopoguerra per consolidare le mura.

Questo dimostra l’incapacità, la somaraggine e l’assenza marcata di qualunque contributo alla conoscenza della

storia urbanistica locale (e non solo) da parte di tutti gli Storici del ‘900 che hanno cavalcato esclusivamente

l’onda enfatica del periodo grazie alla loro ampia disponibilità di tempo e spesso di denaro!

(Un rilievo fu da me commissionato e pagato all'inizio degli anni ottanta ai geometri Piero Battazzi e

Massimo Fiani, difficoltà d'ordine pratico ne impedirono il completamento).

 

*

Al Dr. Roberto Nini - Narni Sotterranea,

T’invio l’ultimo numero di Archeologia e l’intervista rilasciata

ad un quotidiano locale pochi giorni fa.

Saluti

Franco Della Rosa

 

Grazie Franco,

ti ringrazio per il gentile pensiero e concordo con te quando dici che non

è possibile andare dietro a coloro che con enfasi e poca storia hanno

parlato del passato di un luogo. La ricerca, quella vera, va fatta sul

campo e negli archivi.

Tienimi aggiornato sugli sviluppi.

Grazie.

Roberto Nini

 

Narni, 25 marzo 2012

 

 

 

 

 

 

*

 

Vedere lo Studio in:

 

www.grupporicercafotografica.it/grotte.htm

www.grupporicercafotografica.it

 

© 2011 di Franco Della Rosa

dellarosa.f@gmail.com

 

Lo Studio può essere scaricato in formato pdf cliccando qui